L'IMPOSSIBILE "UNITA' DI AZIONE" DEL MONDO TROTZKISTA

 

A seguito della vittoria, lo scorso marzo, del fronte dei contrari allo stravolgimento della Costituzione tentato dal Governo in carica, avevamo scritto un pezzo sulla ricomposizione del quadro politico nazionale, con particolare riferimento ad una proposta lanciata da un’organizzazione trotzkista.

Il Movimento per la Lega Marxista Rivoluzionaria, in controtendenza rispetto a quanto solitamente accadeva in precedenza, chiamava a «dar vita a una federazione delle sinistre di opposizione: un fronte unito, capace di superare frammentazioni e personalismi, e di proporre una visione coerente di trasformazione sociale».

Sono passati circa tre mesi da allora, e un redazionale – apparso l’otto giugno sul sito della citata conventicola di epigoni del Giuda di Bereslavka – fa pensare che il tentativo di unità di azione sia miseramente fallito: se così non fosse, non si capirebbe questa improvvisa marcia indietro.

Nella sostanza, Eugenio Gemmo e soci accusano gli altri gruppi di essere: o interessati esclusivamente alla crescita del proprio orticello, piuttosto che affrontare il problema di come essere utili al benessere della classe operaia, oppure di scarso interesse nell’aderire ad un fronte elettorale comune.

Il riferimento è a quanto realizzato dai militanti argentini del Fronte di Sinistra dei Lavoratori-Unità (FIT-U) che vede tra i partecipanti accrocchi anche assai diversi tra loro – Movimento Socialista dei Lavoratori (MST), Partito dei Lavoratori Socialisti (PTS), Partito Operaio (PO) e Sinistra Socialista (IS) – che negli ultimi anni ha ottenuto risultati più che lusinghieri.

A quanto pare, alle dirigenze (spesso prive, o quasi, di manovalanza) dei cosiddetti “marxisti rivoluzionari” italiani – con l’esclusione dei pablisti di Sinistra Anticapitalista che da sempre cercano l’interlocuzione con la sinistra revisionista – spaventa il dover necessariamente cedere una parte della propria, peraltro assai scarsa, influenza.

Continuando così, il rischio concreto – al quale andranno incontro (per citare alcuni esempi) i lambertisti del Partito Comunista dei Lavoratori,  i posadisti del Partito Comunista Rivoluzionario (Trotskista)  i morenisti del Partito di Alternativa Comunista – sarà quello della morte per consunzione.

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Forse si salveranno soltanto i grantisti del Partito Comunista Rivoluzionario – l’ex Sinistra Classe Rivoluzione – che hanno dimostrato di possedere un radicamento sul territorio tale da permettere loro di organizzare una festa nazionale a Bologna per i giorni ventisei e ventisette di questo mese.

Nel caso ciò dovesse accadere, pensiamo che la scomparsa di taluni soggetti da sempre deleteri per la classe lavoratrice – e per l’antifascismo militante, come dimostrano gli stretti rapporti (ben documentati da alcuni libri) del loro storico guru con gli hitleriani in funzione antistaliniana – sarebbe soltanto una buona notizia.

 

Bosio (Al), 14 giugno 2026

la Redazione del blog Pennatagliente

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